Studi e conferme sui benefici ottenuti con il Qi Gong

ARMONIA E BENESSERE COL QI GONG

Il Qi Gong è una disciplina fondata sui principi millenari di cura della Medicina  Cinese (gli stessi utilizzati dall’agopuntura) e favorisce, grazie a movimenti, respirazione e tecniche di automassaggio, lo sblocco di tensioni e contratture muscolari, agevolando la circolazione energetica  e il rilassamento.

Il praticante viene guidato a prendersi cura di sé in un consapevole stato di quiete, usando ascolto del corpo, percezione e attenzione.  La pratica si esegue per mezzo di movimenti dolci e lenti, posture, emissioni di suoni terapeutici e camminate coordinate con la respirazione, che sciolgono i blocchi articolari e rinforzano l’intero organismo.

Grandissimi effetti benefici si hanno su tutto l’apparato osteo-articolare e muscolare e sul sistema nervoso, con conseguenti miglioramenti della funzionalità di tutti gli organi, agendo anche come efficace metodo preventivo.

 

A CHI SI RIVOLGE

Gli esercizi di Qi Gong si rivolgono a tutti perché sono alla portata di tutti, compresi anziani e malati. Difatti, anche chi ha scarse o nulle possibilità di movimento può giovarne, grazie alla sua adattabilità a tutte le condizioni fisiche e di salute.

A chi gode di ottima salute e intende mantenerla per lungo tempo, esercitando una potente azione preventiva su tutti gli apparati e inducendo benessere a livello psico/fisico.

A chiunque desideri lasciar andare stati ansiosi o di  stress che appesantiscono la funzionalità di tutto l’organismo.

A chi voglia prendersi cura di sé e abbia la necessità di sentirsi parte attiva nel processo di guarigione.

Questa antica arte si rivolge anche a chi soffre di disturbi articolari e muscolari di varia natura, prevalentemente a livello della colonna vertebrale, dolori dorsali, intercostali e scapolo-omerali, periartriti e lombo-sciatalgie.

A chi è in fase riabilitativa in seguito a traumi o conseguente ad attacchi ischemici o ictus.

A chi soffre di morbo di Parkinson, migliorando le condizioni generali e l’equilibrio e riducendo l’incidenza di cadute.

A chi sta eseguendo trattamenti chemioterapici in varie forme, attenuandone gli effetti collaterali.

 

BENEFICI

Secondo gli studi effettuati sui praticanti, gli effetti del Qi Gong si evidenziano soprattutto a livello del sistema nervoso e dell’apparato osteo-articolare e muscolare, con conseguenti benefici sulla circolazione, sui sistemi digestivo e immunitario e sullo stato dell’umore.

Inducendo nei praticanti uno stato di rilassamento, permette quindi di migliorare la flessibilità articolare rendendo inoltre più semplici ed efficaci le eventuali sedute fisioterapiche tradizionali.

Si è rivelato inoltre eccellente per attenuare gli effetti collaterali di cure farmacologiche ad alta tossicità come i chemioterapici o i cortisonici, agendo parallelamente anche sullo stato emotivo debilitato dei pazienti e donando una profonda forza e determinazione psicologica nel combattere la malattia.

Inoltre chiunque si avvicini al Qi Gong e lo pratichi, anche per brevi periodi, sperimenta personalmente un miglioramento a diversi livelli, una centratura, una tendenza alla interiorizzazione e allo sviluppo di qualità fino ad allora latenti o sconosciute.

Praticare il Qi Gong la mattina migliora la giornata, praticare  il Qi Gong con impegno e costanza….cambia la vita!

 

RICERCA SCIENTIFICA NEL MONDO

Da molti decenni il Qi Gong in Cina è oggetto di studi scientifici a livello accademico presso diversi istituti di ricerca, tra cui l’Associazione per la Ricerca Scientifica sul Qi Gong. E’ inoltre materia di insegnamento medico nel corso di laurea in Medicina Tradizionale Cinese.

Nel tempo il Qi Gong ha iniziato a stimolare anche la curiosità di ricercatori  e medici occidentali specialmente quando, con la PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia) e le Neuroscienze,  si è scoperto che il sistema nervoso  condiziona tutti gli altri apparati dell’organismo umano e che stati emozionali o psichici influenzano fortemente le risposte immunitarie e lo stato di salute individuale.

Da diversi anni in alcuni poli ospedalieri e universitari nel mondo vengono condotti degli studi comparativi tra malati praticanti di Qi Gong e non praticanti e sempre si è constatato che i primi presentano parametri di salute migliori:

negli Stati Uniti (al “Qigong Institute” della Scuola di Medicina dell’Università del Maryland a Baltimora, all’Università del New Jersey, alla Harvard School of Medicine e UCLA dell’Università della California), in Australia (Università di Medicina di Sydney), in Francia (Institut de Recherche Medicale dell’ Ospedale di Marsiglia e dell’ Ospedale Marmottan di Parigi), in Italia (presso la Asl TO4 di Rivarolo Canavese, in attuazione di un progetto dell’Associazione Parkinsoniani del Canavese onlus, in collaborazione con il dottor Claudio Geda, direttore delle strutture di neurologia di Ivrea e Chivasso).

IL QI GONG IN OCCIDENTE

In questi ultimi anni in Occidente il Qi Gong si è diffuso come disciplina di benessere e antistress e sempre di più viene ricercato da persone di tutte le età e condizioni che ne sperimentano i benefici a livello fisico e psicologico.

In campo medico si è rivelato utile come terapia complementare da affiancare alle cure ufficiali.

Ormai diversi centri sanitari rafforzano le proprie specifiche cure mediche con le terapie integrative come il Qi Gong, l’Agopuntura, il suono delle campane tibetane, la musicoterapia, la fitoterapia…

Attualmente in Italia alcuni tra i centri medici più in evidenza in cui il Qi Gong viene proposto sono il Servizio di Terapie integrate del Centro di Senologia del Policlinico Agostino Gemelli, il Centro di Medicina Integrata dell’Ospedale Petruccioli di Pitigliano e diverse Associazioni a sostegno dei malati di Parkinson.

Inoltre in tutto il mondo sono ormai numerose le Università di Medicina che hanno inserito nel programma di studio pratiche di medicina integrativa come il Qi Gong (una di esse è la Scuola di Medicina dell’ Università del Maryland a Baltimora).

Ci auguriamo che anche in Italia questa disciplina antica e benefica possa venire ricosciuta ed introdotta nella maggior parte dei poli medici ed ospedalieri, ad integrazione e sostegno delle cure già offerte dal Servizio Sanitario, e soprattutto per permettere ai malati di avere una parte attiva nel proprio processo di guarigione.

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